Con il nuovo Decreto Scuola legato al PNRR, gli idonei nei concorsi tornano a sperare in un’assunzione a tempo indeterminato.

Il provvedimento apre scenari interessanti per il futuro del reclutamento docenti, ma resta ancora molto da chiarire.

Un passo avanti per i precari della scuola

Il mondo della scuola è in fermento dopo l’annuncio del nuovo Decreto PNRR che introduce importanti novità nel reclutamento dei docenti. Secondo quanto dichiarato da Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, il decreto riapre alla possibilità di assumere a tempo indeterminato gli idonei dei concorsi, ovvero quei candidati che hanno superato le prove ma non rientrano nel numero dei posti banditi.

Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto alle scelte degli ultimi anni, che potrebbero avere un impatto significativo sulla stabilizzazione del personale scolastico. Ma quali sono le implicazioni concrete di questa misura? E quali prospettive si aprono per i precari della scuola?

Le novità del Decreto PNRR per le assunzioni dei docenti

Il cuore del provvedimento è il ritorno delle graduatorie degli idonei nei concorsi, che consentirebbe di coprire più rapidamente i posti vacanti nelle scuole italiane. L’obiettivo dichiarato è di raggiungere 70.000 assunzioni entro il 2026, come previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Questa scelta rappresenta una risposta alla cronica carenza di insegnanti, aggravata dal crescente numero di pensionamenti. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), solo nel 2023 sono rimaste scoperte oltre 40.000 cattedre per mancanza di candidati nelle graduatorie di merito.

L’inclusione degli idonei nei concorsi potrebbe quindi:

• Velocizzare le assunzioni, riducendo il numero di supplenze annuali;

• Evitare lo spreco di risorse, garantendo a chi ha superato le prove concorsuali di accedere al ruolo;

• Dare maggiore stabilità al sistema scolastico, riducendo il turnover e la precarietà.

Cosa dice la normativa vigente?

Attualmente, le graduatorie di merito dei concorsi comprendono solo i vincitori, ossia coloro che rientrano nel numero di posti banditi. Gli idonei, pur avendo superato le prove, non hanno alcuna garanzia di assunzione, a meno di interventi specifici da parte del Governo.

La riapertura a questa possibilità rappresenta un ritorno a una politica adottata in passato. Ad esempio, con il concorso 2016, grazie a un successivo intervento legislativo, gli idonei sono stati assorbiti nel sistema scolastico nei vari anni successivi.

Se il nuovo Decreto PNRR dovesse confermare questa impostazione, si potrebbe assistere a una maggiore stabilizzazione del precariato, riducendo il ricorso alle Graduatorie ad Esaurimento (GAE) e alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).

Le reazioni del mondo della scuola

L’annuncio ha suscitato reazioni contrastanti tra i diversi attori del mondo della scuola.

Le organizzazioni sindacali, tra cui UIL Scuola, accolgono positivamente la misura, ma chiedono ulteriori interventi. Il Segretario Generale della UIL Scuola, Giuseppe D’Aprile, ha sottolineato che:

“La riapertura delle graduatorie degli idonei è un segnale positivo, ma non risolve il problema alla radice. Serve un piano di assunzioni pluriennale che garantisca stabilità a tutti i precari della scuola.”

Per migliaia di docenti che hanno superato le prove concorsuali senza ottenere il ruolo, questa misura rappresenta una nuova opportunità. Tuttavia, molti chiedono garanzie sulla reale applicazione della norma, temendo che possa restare solo un annuncio privo di effetti concreti.

Quali saranno i prossimi passi?

Il Decreto Scuola legato al PNRR è solo all’inizio del suo iter e dovrà essere approvato definitivamente dal Parlamento. Inoltre, restano da chiarire alcuni aspetti chiave:

• Quali concorsi saranno coinvolti (solo i più recenti o anche quelli passati?);

• Quali saranno i criteri di scorrimento delle graduatorie;

• Come verrà garantito il rispetto dell’obiettivo delle 70.000 assunzioni.

Il Governo e il Ministero dell’Istruzione dovranno fornire dettagli operativi nelle prossime settimane, mentre i sindacati e le associazioni di categoria continueranno a vigilare affinché le promesse si traducano in atti concreti.

Una riforma necessaria, ma servono certezze

Il ritorno delle graduatorie degli idonei nei concorsi scolastici rappresenta un’importante apertura per la stabilizzazione dei docenti precari. Tuttavia, affinché questa misura sia realmente efficace, occorre che il Governo definisca con chiarezza tempi e modalità di attuazione.

Il mondo della scuola attende risposte concrete, consapevole che la sfida più grande resta quella di garantire un sistema di reclutamento stabile, equo e prevedibile, capace di superare definitivamente l’emergenza del precariato.

Le immagini presenti su questo sito sono tutte libere da copyright o generate con tecnologia AI

Segui il nostro canale 👉WHATSAPP

Segui la nostra pagina 👉FACEBOOK