Il Ministero dell’Istruzione riduce l’organico dei docenti, aumenta le classi con più di 28 alunni e non sfrutta il calo demografico per migliorare la qualità dell’istruzione

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso noti i dati relativi alle dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2025/26, evidenziando un quadro preoccupante per il futuro della scuola italiana. La denatalità, anziché rappresentare un’opportunità per migliorare la qualità dell’istruzione, si traduce in tagli e classi sovraffollate, penalizzando gli studenti e il personale scolastico.

I dati allarmanti:

  • Riduzione dell’organico docenti: L’organico dei docenti diminuirà di 5.660 unità, in applicazione della Legge di Bilancio.
  • Classi sovraffollate: 5.909 classi della scuola secondaria di secondo grado avranno 28 o più alunni, compromettendo l’efficacia dell’insegnamento.
  • Aumento dei pensionamenti: I pensionamenti aumentano, senza un adeguato ricambio, portando alla “fuga” di 10.293 docenti.
  • Tagli alla spesa: Continua l’applicazione del principio di contenimento della spesa, senza sfruttare la riduzione degli alunni per diminuire il numero di studenti per classe.
  • Pensionamenti complessivi: 27.926 pensionamenti previsti per il 1° settembre 2025, più le cessazioni in corso d’anno.
  • Posti comuni: Diminuiscono i posti comuni e di potenziamento.
  • Posti di sostegno: Aumento dei posti di sostegno, ma insufficiente a compensare i tagli ai posti comuni e a stabilizzare il personale precario.
  • Educazione motoria: Diminuiscono i posti per l’educazione motoria nella scuola primaria.
  • Classi in deroga: Aumentano le classi in deroga, per garantire il diritto all’istruzione anche agli studenti svantaggiati.

Il sistema scolastico italiano si trova, dunque, ad affrontare una serie di sfide che mettono a rischio la qualità dell’istruzione. Le classi numerose, i tagli all’organico docente e la gestione inadeguata del calo demografico sono solo alcune delle criticità che emergono dai dati forniti dal Ministero dell’Istruzione.

Classi “pollaio” e organico ridotto:

La presenza di 5.909 classi nella scuola secondaria di secondo grado con 28 o più alunni rappresenta una grave criticità. Un numero così elevato di studenti per classe rende difficile un insegnamento efficace e personalizzato, compromettendo il processo educativo.

Allo stesso tempo, si registra una riduzione dell’organico docente, con 5.660 posti in meno per l’anno scolastico 2025/26. Questa diminuzione, unita all’aumento dei pensionamenti non compensati da nuove assunzioni, aggrava ulteriormente la situazione.

Educazione motoria e sostegno: tagli e carenze:

Anche l’educazione motoria nella scuola primaria subisce dei tagli, con una riduzione dei posti attivati nelle classi IV e V. Questa diminuzione rischia di compromettere l’importanza dell’attività fisica nello sviluppo dei bambini.

Per quanto riguarda il sostegno agli alunni con disabilità, l’incremento di 1.866 posti non è sufficiente a compensare i tagli ai posti comuni e a garantire la stabilità del personale precario. La trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto è considerata una misura necessaria per assicurare la continuità didattica e l’assistenza adeguata agli alunni con disabilità.

Denatalità: un’opportunità mancata:

Il calo demografico, anziché essere visto come un’opportunità per migliorare la qualità dell’istruzione, viene utilizzato per giustificare ulteriori tagli. La riduzione del numero di alunni dovrebbe invece essere l’occasione per creare classi meno numerose, investire sugli organici e potenziare il tempo scuola, in particolare nella primaria.

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